Carolus Boninus

August is a very hut month in Florence, but in the country outside the city, under the great linden in the park of the Villa we wee filling cool the entire day. The night was calm and the nice breeze from the sea was very pleasant. Assunta, the wife of the gardener, was serving a soup of licks relaxed, as always, and with a smile of her lips, when Alberto ask my mother: ”Lady Clarissa, am I wrong or I have seen some very big pots full of a fantastic fish soup?” “Yes Alberto it is a dish invented by Carlo during his trip in Venice: it requires a great patience, but it worth while”

Than Alberto talking to us all: ” this dish reminds me of an story of centuries ago that I would like to tell you, if madame Clarissa agrees” “Albert, please tell us the story but keep in mind that the kid at the table with us”.

Alberto, with his usual mischievous smile, began the story.

Carolus Boninus was a knight of his own kind; he was a Tuscan and lover of the good life with of all its pleasures. As he was supposed to spend his earthly life among good or bad people on foot or on horse and fighting wars most of the time, Carolus decided to go on horse.

He was a leather craftsman, a great lover, an excellent chef and a good friend to his good friends. Carolus was always fighting some kind of battle, both in times of war and in times of piece; he was not what one would call a noble knight, but, was leaving in their midst: also at his time, money could buy many things!.

The war between Florence and Siena was just over and he had fought with great honor; he was tired, hungry, and had been invited to foreign lands by a promising damsel from Siena: “Come to my court, oh handsome Florentine, I will appease at least seven of your appetites!!!”

He thought: “Why should I return to my beautiful Florence in such a hurry and use such an impoliteness to this fair maiden’s hospitality. And in addition, I never thought I had all this appetites !” Carolus accepted the invitation.

The young lady welcomed him into her beautiful house, fed him, and proceeded to remove our knight’s armature: the solerettes, the greaves, the ginocchilli, the leg covers, the scarselloni, the panziera and the flap, the armor and the and the scienale, the shoulders, the cubitieri, the bracelets, and finally the schooner, Bavaria, and the sallets – a job more suited for a blacksmith than a delicate lady.

By the time the armor was almost removed, Carolus was sound asleep with his chainmail barely covering his lower abdomen, the iron gauntlets on his hands and protective bumper behind his nuke.

In the middle of the night, Carolus woke up, removed the rest of his armor still on him, and, quick paced, he sauntered around the house looking for his sweet host in her wonderful home. But apparently his host was gone, the house was empty.

The crowing of red and brown rooster found Carolus ready to re-apply his armor: he was still in foreign land and the lighting conditions were not the greatest. Protective bumper behind his nuke, gauntlets, bracelets, cubitieri, shoulders, coppo with the crest, sallet, baviera, schooner, armor, flap, panziera, scarselloni, leg armor, ginochielli, greaves and the solerettes…“Here I am, I’ll get on my horse and let’s hope God will help me! “ “But, first of all I wish to say goodbye to my gracious host” and started his horse long one of those luminous groves typical of the Siena surroundings.

To be continued…

Design by Paolo Salvi

Design by Paolo Salvi

L’agosto fiorentino è caldissimo, ma fuori dalla città e sotto il grande tiglio del parco si stava freschi tutto il giorno. La notte era calma, nell’aria una brezzolina leggera. L’Assunta, la moglie del giardiniere, serviva con la sua solita calma e col sorriso sulle labbra, una zuppa di porri fredda e in tavola c’erano ancora un po’ dei crostini dell’antipasto quando Alberto domandò a mia madre:

“ Donna Clarissa, mi sbaglio o ho visto preparare grandi tegami di zuppa di pesce?”

“ Si Alberto sarà il pasticcio inventato da Carlo durante un suo viaggio a Venezia: occorrono nove diversi tipi di pesce per farlo e la pazienza relativa, ma ne vale la pena!”

“ Sapete cosa, disse Alberto a tutta la comitiva, questo piatto mi ricorda una storia vecchia di molti secoli che vi vorrei raccontare sempre che la signora Clarissa sia d’accordo”

“ Alberto ce la racconti per favore, ma stia attento che ci sono anche “i tetti bassi” !

I “tetti bassi” eravamo noi ragazzi e Alberto col suo sorrisino malizioso annuì per poi cominciare il racconto dopo essersi schiarita la voce, sempre rauca; e cominciò:

“Carolus Boninus era un cavaliere sui generis, era un tosco amante del buon vivere che, dovendo spendere la sua esistenza terrena in un mondo di buoni o di cattivi, a piedi o a cavallo e quasi sempre in guerra, aveva scelto di andare a cavallo.

Carolus era un artigiano della pelle, un bravo pellettiere, un ottimo donnaiolo, un cuoco eccezionale e un buon amico per i buoni amici. Così, sia in tempi di guerra che in tempi di pace, Carulus combatteva sempre qualche battaglia. Non era quello che si diceva un nobile cavaliere, ma……….. “correva con loro”, anche a quei tempi con i soldi si potevano comprare molte cose!

L’ennesima guerra fra Firenze e Siena era finita e Carolus aveva combattuto facendosi molto onore; era molto stanco, aveva fame ed era stato invitato, in terra straniera, da una damigella senese molto promettente che gli aveva detto “ sii mio ospite e ti sfamerò di almeno nove dei tuoi appetiti”.

Carolus pensò: “Perché tornare subito nella mia bella Fiorenza ed usare una scortesia ad una si dolce fanciulla che mi offre ospitalità? E poi io non sapeva di aver tanti appetiti!” così, senza altri indugi, accettò l’invito.

La damigella lo accolse nella sua bella casa, lo rifocillò e lo aiutò ad uscire dalla sua bellissima armatura: le solerette, gli schinieri, i ginocchielli, i cosciali, gli scarselloni, la panziera e la falda, la corazza e lo schienale, gli spallacci, i cubitieri, i bracciali e finalmente la goletta, la baviera, la ventaglia o celata ed il coppo con la cresta e la pennacchiera, un’operazione ciclopica più adatta ad un fabbro che ad una delicata fanciulla. Alla fine dell’operazione Carolus dormiva come un ghiro con ancora addosso la cotta di maglia che gli copriva il bassoventre, le manopole di ferro alle mani e la rondella paracolpi dietro la nuca!

Nel pieno della notte il cavaliere si sveglio, si tolse quel poco che gli era rimasto addosso e, leggero come un grillo, di ottimo umore e sulle punte dei piedi, andò cercando la dolce fanciulla nella sua grande dimora.

La fanciulla era scomparsa.

La casa era vuota.

Il canto di un grosso gallo rosso e marrone lo trovò intento a indossare nuovamente la sua armatura; la situazione non era chiara ed era in terra straniera: rondella paracolpi, manopole, cotta di maglia, pennacchiera, coppo con la cresrta, celata, baviera, goletta, bracciali, cubitieri, spallacci, corazza, falda, panziera, scarselloni, cosciali, ginocchielli, schinieri e solerette: “Ci siamo, monto a cavallo e che Dio ce la mandi buona e senza vento” “Ma prima di tutto voglio salutare la mia graziosa ospite” e, imboccato l’unico sentiero, s’inoltrò in uno di quei bei boschi luminosi di cui è ricca la campagna senese.

 Continua…

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